Sinossi Film

Il maggior incasso del 2006 ai Box Office
ed uno dei migliori lavori di Steven Spielberg.

Film come questo non devono mancare in nessuna casa, visto che oltre ad essere belli ci insegnano anche qualcosa! Un film catastrofico che da inizio ad una collaborazione proficua tra attori e registi di alto livello come lo sono Tom Cruise e Steven Spielberg. Il genere, sia drammatico che catastrofico, ha catapultato questa pellicola dritta in testa ai box office nell'anno di uscita, segnando uno spettacolare record che si avvicino ai 600 milioni di dollari. Numeri forse basse per i film di adesso, ma numeri da capogiro per il periodo di uscita. Un film pieno d'effetti speciali e di suspence che non vi fara riposare nemmeno per un minuto. La storia come si puo prevedere dal titolo e molto ricca, raccontandoci di come non siamo soli al mondo e di come presto questo potrebbe diventare un problema davvero importante. Ray Ferrier ha da poco divorziato dalla moglie nonostante i due abbiano avuto due figli (fonte Cineblog01. Questo per non li ferma dal vivere una vita tranquilla e dal volersi bene. Un giorno, sua moglie decide di partire per il weekend lasciandogli in custodia i ragazzi, ma quel giorno sta per diventare un qualcosa di mai visto prima d'ora. L'uomo tornando dal lavoro capisce che qualcosa di brutto sta accaddendo, visto che il cielo e la terra sembrano volersi incontrare. Iniziano a spaccarsi le terre e a cadere aerei ed elicotteri, scatenando il caos generale della popolazione americana. Ray decide di prendere i suoi figli e di partire per cercare di trovare qualche posto meno pericoloso, passando prima dalla casa dell'ex moglie per tentare di salvarla. Ma non riesce a trovarlo....

Un cast di tutto rispetto

Un cast di tutto rispetto, come riportato su Wikipedia e Altadefinizione

  • Tom Cruise
  • Dakota Fanning
  • Justin Chatwin
  • Miranda Otto
  • Lightning bolt
  • Tim Robbins

Ecco alcune scene del Film

Scene Spettacolari da non perdere nella Guerra dei Mondi

Trasformazioni Inaspettate

Tutto puo succedere quando l'intero universo decide di far visita al pianeta terra

La speranza e l'ultima a morire

Soprattutto quando ti e vicino l'uomo o la donna che ami veramente...

I pericolo incombono ovunque

Proteggere i propri cari diventa indispensabile in situazioni del genere

Trailer Ufficiale di La Guerra dei Mondi

Altri Film Consigliati (con Recensioni)

La Battaglia dei 3 Regni

208 dopo Cristo, la Cina e divisa in tre regni, con un imperatore nel regno del nord giovane e debole, succube di un primo ministro, Cao Cao, estremamente potente. L'uomo lo convince a dichiarare guerra ai regni del sud, per poterli annettere ed usurpare infine il trono. I due sovrani dei regni del sud, Sun Quan e Liu Bei, con molti meno uomini e forze a loro disposizione, decidono allora di allearsi e combattere il nemico invasore con l'astuzia e la tattica. John Woo ha firmato molti film d'azione di successo (Face Off, Mission Impossible), inizialmente basati sulle arti marziali (lo sesso regista ha dato vita e fama a Jackie Chan). Con La battaglia dei tre regni unisce l'azione e la battaglia con ritmi piu tranquilli e posati propri dell'antico mondo orientale. Troviamo l'onore, i modi cavallereschi, gli eleganti palazzi reali, l'esaltazione del coraggio, miscelati ad azioni spettacolari di arti marziali e combattimenti medievaleggianti, truppe in formazione, attacchi di cavalleria, piogge di frecce e ingegnose quanto spettacolari tattiche militari. L'uso della computer grafica trova sfoggio nelle colossali battaglia, navali e terrestri, dove i numeri messi in campo sono maggiormente esaltati dalle coreografie delle truppe sul campo di battaglia, mentre eseguono manovre e prendono formazione in maniera perfetta. La sincronia dei movimenti e la ricerca dell'eleganza sono in linea con altri film dal misterioso e magico sapore cinese (come la citta proibita). Scenografia di alto livello quindi, unita ad una altrettanto ricercata fotografia nelle inquadrature, effetti pirotecnici ed azione accompagnata da quel pizzico di eroico ed inverosimile che rende il film godible per il grande pubblico che cerca qualche emozione in piu dei canonici (noiosi se vogliamo) film a tinte orientali.

Centurion

117 d.C., Britannia: le legioni dell'impero romano vengono fermate dalla strenua resistenza del popolo dei Pitti, che con tattiche di guerriglia e attacchi a sorpresa riesce a competere con le meglio addestrate truppe romane. Il console agricola cerca di spezzare la situazione di stallo creatasi inviando a nord la IX legione per reprimere i ribelli. I tremila uomini pero vengono attaccati in una foresta e ben pochi sopravvivono al massacro. Il centurione Quintus Dias (Michael Fassbender) assieme ad altri sei legionari dovra sfuggire alla caccia senza tregua che daranno loro i Pitti. Neil Marshall mira a colpire con immagini forti e vivide, come avvenne per Doomsday, altro film diretto dal regista e sceneggiatore inglese. Il contrasto tra il filtro grigio-azzurro applicato alla pellicola e il rosso del sangue che viene versato a fiotti e creato ad arte per impressionare lo spettatore; fin dall'inizio del film assistiamo infatti a violenti combattimenti, sgozzamenti e corpi trafitti da frecce e lance. La trama in fin dei conti e abbastanza semplice e lineare, non molti sono i colpi di scena, ma sono assenti banalita e tempi morti. Anche gli attori sono funzionali ai ruoli interpretati, mentre un maggiore elogio puo essere speso per la sceneggiatura e la fotografia. Quello in cui Marshall non riesce del tutto e il creare una epicita ed una profondita che invece film come Gladiator avevano. I compagni del protagonista muoiono, inevitabilmente, uno dopo l'altro, ma piu che il momentaneo disgusto per la scena violenta non si va. L'azione fine a se stessa prevale sul sentimento o sulla profondita di concetto, o sulle idee. Mancano dialoghi che possano lasciare il segno, mancano situazioni innovative e quel qualcosa di piu che poteva fare la differenza. Tutto sommato comunque il film e godibile, la storia narrata non scade mai nel noioso, e il finale non e malvagio.

300

300 narra del coraggio di 300 spartani, uomini dediti all'arte della guerra fin dall'infanzia, che, guidati dal loro re Leonida, seppero tenere testa nello stretto passo delle Termopili all'enorme esercito persiano di Serse che stava invadendo la Grecia. Il finale dovrebbe essere storicamente noto (gli spartani morirono tutti eroicamente, immolandosi per rallentare l'invasore e dare il tempo di organizzare le difese in patria). Il film usa colori soffusi ed effetto tipo 'seppia', tanto per dare un che di piu ancestrale alla storia, le inquadrature e gli effetti puntano all'effetto smargiasso ed esaltante e riescono bene nel loro intento (magnifica la falange spartana). I persiani sono mostrizzati, ridotti ad un esercito di abomini, che usa esseri deformi tenaglianti e incatenati, malvagi piegati al volere del loro semi-dio. Questa visione un po' fantasy (da notare le somiglianze degli elefanti con quelli del Signore degli Anelli...) puo suscitare diverse polemiche. Il film vuole in fin dei conti esaltare il tema della liberta contro la schiavitu, il tema dell'onore contro il tradimento e la corruzione, e ci riesce deformando, in modo volutamente eccessivo, la schiavitu e l'oppressione portata da un popolo invasore. Zack Snyder non solo vuole porsi sulla strada del Gladiatore (pure qui c'e il classico campo di grano e l'aspettativa di un aldila magnifico) come impatto scenografico, ma andare oltre, ripercorrendo la visione fumettistica della graphic novel omonima di Frank Miller e rendendola piu cupa e tenebrosa, puntando a colpire lo spettatore con scene al rallenty (molto belli i combattimenti), discorsi pomposi ed altisonanti ma non per questo falsi o melensi, ma riusciti nel loro intento. Insomma un film da vedere, magari non per tutta la famiglia o per chi non sopporta di vedere spargimenti di sangue e molteplici infilzamenti e arti volanti.

Prometheus

Una nave spaziale deve portare a termine una incredibile missione scientifica: risalire ai progenitori dell'umanita, la razza che ha portato la vita umana sul pianeta Terra. Arrivati su un lontano pianeta, dopo il risveglio dal sonno criogenico, la squadra di ricerca si imbattera in una misteriosa costruzione, dove cerchera di risalire alle domande che l'umanita ha da sempre: chi siamo, e da dove veniamo? Ridley Scott, regista di parecchi film di successo quali Il Gladiatore, Alien, Blade Runner solo per citare alcuni tra i piu famosi, decide di imbarcarsi in una nuova avventura fantascientifica, che intende forse porsi quale prequel della sua fortunata serie Alien. La missione spaziale prendera infatti ben presto una piega tutt'altro che positiva, e i protagonisti inizieranno a morire un po' per volta. Ci ricorda forse qualcosa? Le scene, corredate da una scenografia oscura e tetra, ci sono proposte con lo stesso stile ansiogeno dei film della serie Alien, di cui ritroviamo parecchie idee (per esempio l'androide David (Michael Fassbender), che ricorda l'androide di Alien 3). Certo e che, seppur corredato di fotografia e stile registico importante, il gruppo di attori si muove in maniera totalmente caotica e senza un minimo di realismo e sensatezza nelle scelte, nelle psicologie e nelle motivazioni delle loro azioni. Lo scienziato che e affascinato dall'inquietante 'cobra alieno' e gli si avvicina il piu possibile, per meglio morire, ansie religiose che spuntano dal nulla, panico nei momenti meno difficili e tranquillita nei momenti di pericolo, e ognuno ovviamente che cerca di fare la cosa sbagliata al momento sbagliato. Ma soprattutto azioni ingiustificate a raffica. Perche l'androide cerca di preservare l'alieno presente nella dottoressa Shaw (Noomi Rapace)? Perche la testa viene rianimata, e perche esplode? Perche il capo della spedizione resta nascosto sulla nave fingendo di essere morto? Quanto al finale, beh e l'essenza dell'insensatezza. Situazioni senza una plausibile spiegazione se non per creare ad arte qualche piccolo colpo di scena e cercare di tenere desto lo spettatore. Il quadretto traballante fa perdere una bella dose di punti ad una trama gia di per se parecchio ovvia e scontata, senza alcuna originalita. Forse in questo risente della volonta di creare un prequel, pur discostandosi da Alien in molti punti, per esempio nella forma degli alieni, e creando un film a se stante; restano di positivo solo l'aspetto scenografico molto curato e a tratti anche impattante, e le domande e le riflessioni che il film ci induce a fare, sui dilemmi esistenziali mai risolti dell'umanita. Ma il tutto e annacquato in una mistura di horror insensato e che lascia molteplici interrogativi senza emozionare davvero. Resta solo un certo senso di deja-vu.

Push

In un ipotetico quanto prossimo futuro, una misteriosa agenzia governativa, la Divisione, utilizza persone dai poteri paranormali, capaci di vedere nel futuro, creare onde d'urto in grado di infrangere vetri, spostare persone e cose con la sola forza della mente. Gli esperimenti che vengono compiuti in segreto mirano a potenziare sempre di piu i poteri paranormali di questi soggetti, per utilizzarli con vari scopi, come lo spionaggio. In questo clima da thriller fantascientifico Nick Gant (Chris Evans), dotato anch'egli di poteri paranormali, si nasconde alle mire della Divisione da quando e piccolo, dopo la morte del padre. La sua vita di fuggitivo cambia un giorno quando incontra la piccola Cassie Holmes (Dakota Fanning), veggente che asserisce che deve aiutarlo a ritrovare una valigetta contenente 6 milioni di dollari e Kira (Camilla Belle), unica sopravvissuta agli esperimenti dell'agenzia segreta che dara loro la caccia. In un clima quindi di visioni veggenti, effetti speciali dei poteri psichici dei protagonisti e dei loro inseguitori, Push stenta veramente a decollare, risultando una sequenza continua di visioni sul futuro, inseguimenti che si interrompono e poi riprendono, e nuovi soggetti paranormali che si aggiungono alla comitiva; questo avviene per tutta la durata del film, che diventa dopo poco decisamente noiosetto, per quanto il ritmo cerchi di essere frenetico e la sceneggiatura e la trama non siano malvagie, cosi come le scene d'azione ben dirette, anche se un po' caotiche. Accompagna l'azione la storia sentimentale tra il protagonista e la bella fuggitiva, ma questa e trattata marginalmente, e qualche piccolo colpo di scena (piuttosto prevedibile) cerca di rialzare il tono del film, che pero rimane piu elevato solo nello scontro finale, la cui conclusione e ovviamente positiva. Il classico esempio di film mancato.

Blade - La Casa di Chthon

Ulteriore film (il quarto) della serie Blade, che dopo il Blade Trinity evidentemente non aveva ancora sparato la sua ultima cartuccia. Blade e un cacciatore di vampiri, mezzo uomo e mezzo vampiro egli stesso, da sempre interpretato da Wesley Snipes. In occasione del lancio negli USA della omonima serie televisiva, la New Line Entertainment porta sul grande schermo quello che dovrebbe essere il precursore delle puntate. Non c'e Wesley Snipes pero a interpretare il nero vendicatore, bensi Kirk Jones, somigliante si ma mancante di qualcosa, o forse e solo il fatto che quando muta un personaggio di cui si sono seguiti i film si rimane sempre un po' con l'amaro in bocca. Silenzioso, armato di katana e armi ultramoderne per eliminare la progenie di non morti, Blade e aiutato dal fido Shen (Nelson Lee) che lo aiuta con collegamenti al pc futuristici e microspie, un po' in stile aiutante di James Bond, che lo riforniva di superarmi. In questo film Blade aiutera l'ex militare Kirsta a entrare nella casata di Chthon, antica setta di vampiri guidata dal crudele e affascinante Marcus che ha ucciso il fratello della donna, per spiarne le mosse e capire da dove traggano il sangue che permette loro di sopravvivere. Non si risparmiano i combattimenti fatti di calci volanti e colpi al sapore di aglio, sacche di sangue e vampiri penzolanti dal soffitto, con un sapore di deja-vu rispetto agli episodi precedenti. Film adatto forse solo per i veri appassionati, anche per la mancanza di un finale: il seguito nella serie televisiva.

Moon

In un futuro non meglio precisato, la principale fonte di energia della Terra c ottenuta da un isotopo dell'elio, estratto dalle rocce lunari. La compagnia che effettua l'estrazione (Lunar Industries) ha un solo uomo nella base lunare, Sam Bell, cui mancano sole due settimane prima di completare il suo contratto di lavoro di 3 anni e poter tornare a casa per riabbracciare moglie e figlia. L'unico compagno di quegli anni c Gerty, il computer che lo assiste. Ma un giorno qualcosa va storto e, dopo un incidente, Sam si ritrova sveglio nell'infermeria della base. Scoprira per caso di non esser solo, ma di trovarsi al centro di una cospirazione che fara crollare le sue sicurezze. In Moon si riscopre l'atmosfera di 2001 Odissea nello spazio, con forti similitudini (basti pensare a Gerty - novello Hal 9000). L'atmosfera c sapientemente ricreata e l'interesse dello spettatore per la vicenda, che si scopre poco per volta pur intuendola facilmente, c mantenuto alto per tutta la durata del film. Sam Rockwell c bravo a ricoprire i ruoli che interpreta, riuscendo a differenziare bene i vari personaggi. Non c particolarmente innovativo il tema di fondo del film, sulla etica della clonazione umana e la solita critica alle multinazionali senza pieta che ricorrono ad ogni mezzo per il loro profitto. Tuttavia il fascino delle ambientazioni lunari ricreate, la storia interessante e misteriosa e una valida regia ne fanno un buon titolo di fantascienza, pur evitando i canonici extraterrestri o salti nell'iperspazio del genere.